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Deferrizzatore: scopri cos’è e se ne hai bisogno

Deferrizzatore

L’acqua proviene da pozzi privati o da falde sotterranee, può contenere diversi contaminanti naturali che ne alterano caratteristiche chimiche e funzionali. Tra questi, uno dei più diffusi è il ferro, spesso accompagnato da manganese e da altri composti presenti nel terreno.

In molti casi il ferro è presente in forma disciolta e inizialmente invisibile. Tuttavia, quando l’acqua entra in contatto con l’ossigeno, questo elemento tende a ossidarsi trasformandosi in particelle solide che possono rendere l’acqua torbida o conferirle una colorazione rossastra

Con il tempo, queste particelle possono depositarsi lungo le linee idriche, generando accumuli, alterazioni delle superfici e un progressivo deterioramento delle prestazioni degli impianti. Intervenire con sistemi di trattamento specifici consente di migliorare la qualità dell’acqua, adeguarne le caratteristiche agli usi desiderati e preservare l’efficienza degli impianti. 

Grundfos Water Treatment, leader globale nelle soluzioni idriche ad alta efficienza energetica per l’uso residenziale, industriale, commerciale, alimentare, medicale, pubblico e agricolo, grazie a una profonda competenza ingegneristica e a tecnologie evolute, sviluppa sistemi di gestione e trattamento dell’acqua progettati per assicurare affidabilità, efficienza e controllo nel lungo periodo.

Tra le tecnologie più efficaci per il trattamento delle acque ricche di ferro, un deferrizzatore, risulta essere una soluzione particolarmente efficace. 

A cosa serve e come funziona un deferizzatore

Il deferrizzatore è un dispositivo di trattamento dell’acqua progettato per rimuovere ferro e manganese, elementi che si trovano frequentemente nelle acque di falda anche in concentrazioni elevate, che possono raggiungere gli 11 mg/L per il ferro e i 6 mg/L per il manganese. 

Il funzionamento di un deferrizzatore si basa su un processo di trasformazione chimica e separazione fisica che consente di eliminare il ferro disciolto presente nell’acqua.

La prima fase è l’ossidazione. In questa fase l’acqua viene messa in contatto con un agente ossidante, che può essere l’ossigeno presente nell’aria oppure specifiche sostanze chimiche. Questo passaggio trasforma il ferro disciolto in ossido di ferro, una forma insolubile che precipita sotto forma di piccole particelle solide.

Una volta avvenuta la trasformazione, l’acqua attraversa una fase di filtrazione. Il flusso viene convogliato attraverso un letto filtrante composto da materiali catalitici come biossido di manganese (pirolusite) o particolari zeoliti. Questi materiali sono progettati per trattenere le particelle di ferro e manganese ormai solide, permettendo all’acqua di recuperare limpidezza e stabilità.

Per garantire un funzionamento continuo nel tempo, il sistema è spesso dotato anche di un processo automatico di controlavaggio, che permette, periodicamente, di invertire il flusso d’acqua per rimuovere i sedimenti accumulati nel letto filtrante. Le particelle trattenute vengono quindi espulse, consentendo al sistema di mantenere costante la propria efficienza operativa e riducendo la necessità di interventi manutentivi.

Questo processo consente al deferrizzatore di operare con grande affidabilità anche in contesti in cui la qualità dell’acqua richiede un trattamento continuativo.

Quando scegliere un deferrizzatore

La necessità di un sistema di deferrizzazione emerge quando la composizione dell’acqua presenta concentrazioni di ferro e manganese superiori ai limiti raccomandati per il suo utilizzo. Questi limiti, quando relativi all’acqua per uso potabile, sono di  0,2 mg/L per il ferro e 0,05 mg/L per il manganese, mentre per le acque reflue industriali, i valori limite sono di 2 mg/L per il ferro e 0,2 mg/L per il manganese. Tuttavia, una forte presenza di ferro può essere problematica anche per il corretto funzionamento degli impianti industriali. 

Uno dei primi segnali è rappresentato dall’alterazione dell’aspetto dell’acqua. In alcuni casi l’acqua appare inizialmente limpida, ma dopo pochi minuti di esposizione all’aria può diventare torbida o assumere una colorazione arancione o marrone.

Nel tempo possono manifestarsi anche effetti più evidenti sulle superfici e sugli impianti. La presenza di ferro può generare macchie rossastre su lavandini, superfici metalliche o componenti dell’impianto idrico. Allo stesso modo, depositi progressivi possono accumularsi nelle tubazioni, nei serbatoi o negli scambiatori, riducendo la portata dell’acqua e compromettendo l’efficienza delle infrastrutture.

Un altro indicatore significativo è rappresentato dalla comparsa di depositi gelatinosi nelle tubazioni o nei serbatoi. Questo fenomeno è spesso associato alla presenza di ferrobatteri, microrganismi che si sviluppano in ambienti ricchi di ferro e che contribuiscono alla formazione di biofilm lungo le linee idriche.

Quando questi segnali diventano evidenti, l’introduzione di un sistema di deferrizzazione permette di ripristinare l’equilibrio chimico dell’acqua e di preservare la piena funzionalità delle infrastrutture idriche. Il trattamento consente infatti di eliminare le particelle responsabili delle incrostazioni, migliorando al contempo stabilità e qualità dell’acqua nel tempo.

Deferrizzatore: le soluzioni Grundfos Water Treatment

Per affrontare la presenza di ferro e di altri contaminanti nelle acque di falda, Grundfos WT sviluppa sistemi di trattamento progettati per garantire la massima resa degli impianti e una filtrazione che permette di eliminarli opportunamente. 

Tra le soluzioni più efficaci rientrano i filtri multistrato a pressione, sistemi progettati per rimuovere ferro, manganese, arsenico, ammoniaca, torbidità e altre sostanze indesiderate presenti nell’acqua. Questi impianti utilizzano differenti materiali filtranti selezionati in base alla composizione dell’acqua e alle esigenze specifiche del sistema idrico.

Una delle tecnologie più performanti è rappresentata dal Super Iron, un filtro multistrato che utilizza un minerale selettivo progettato specificatamente per la rimozione di ferro e manganese. Questo materiale può essere attivato con diversi agenti ossidanti, offrendo grande flessibilità operativa e una capacità di trattamento particolarmente elevata.

L’impiego di materiali filtranti altamente selettivi consente di ottenere una rimozione efficace dei contaminanti mantenendo al tempo stesso stabilità e continuità nelle prestazioni. Il risultato è un sistema di trattamento progettato per operare con efficienza anche in contesti in cui la qualità dell’acqua rappresenta un fattore determinante per la sicurezza e la funzionalità delle infrastrutture idriche.

Grazie a soluzioni progettate secondo i più avanzati criteri ingegneristici, Grundfos WT mette a disposizione sistemi in grado di affrontare le sfide legate alla gestione della qualità dell’acqua. Contatta Grundfos WT per individuare la soluzione più adatta alle caratteristiche del tuo impianto. 

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