L’obbligo trattamento acqua calda sanitaria rappresenta un tema centrale nella progettazione, nella gestione e nella manutenzione degli impianti termici.
Il principale riferimento tecnico per il trattamento dell’acqua calda sanitaria è la norma UNI 8065:2019, che definisce i parametri chimico-fisici dell’acqua e le indicazioni da seguire per limitare fenomeni di corrosione, incrostazioni e deposito negli impianti.
L’applicazione di questo riferimento diventa obbligatoria nei casi previsti dalla normativa vigente, in particolare in presenza di nuove installazioni, ristrutturazioni o sostituzioni di generatori, come richiamato dal D.M. 28 ottobre 2025.
Grundfos Water Treatment mette a disposizione sistemi di trattamento dell’acqua progettati per adattarsi alle specifiche condizioni operative degli impianti, alla qualità dell’acqua in ingresso e ai requisiti di continuità richiesti dai processi produttivi. Soluzioni evolute, concepite per contribuire alla protezione degli asset, all’ottimizzazione dei consumi e alla gestione affidabile dell’acqua calda sanitaria nei contesti industriali, ospedalieri e commerciali più esigenti.
Cosa prevede la normativa UNI 8065?
La norma UNI 8065 è il riferimento tecnico italiano che disciplina il trattamento dell’acqua negli impianti per la climatizzazione invernale ed estiva, per la produzione di acqua calda sanitaria e negli impianti solari termici.
Il suo rispetto è obbligatorio nei casi previsti dalla normativa vigente e consente di garantire efficienza energetica, protezione dei componenti e prevenzione di fenomeni critici come incrostazioni, corrosioni e depositi.
In particolare, la UNI 8065:2019:
- Fissa i limiti dei parametri chimici e chimico-fisici delle acque negli impianti, per ottimizzarne il rendimento e la sicurezza, per preservarli nel tempo, per assicurare duratura regolarità di funzionamento anche alle apparecchiature ausiliarie e per minimizzare i consumi energetici.
- Fornisce indicazioni per una corretta progettazione e installazione dei sistemi di trattamento dell’acqua.
- Indica le procedure da adottare per il risanamento di impianti esistenti, per esempio con problemi di incrostazioni, corrosione o crescite biologiche.
- Fornisce indicazioni per il lavaggio e la messa in servizio degli impianti di nuova realizzazione o modificati.
- Indica i metodi di controllo per una corretta gestione dei sistemi di trattamento dell’acqua, anche durante i periodi di arresto.
- Fornisce le indicazioni minime per la corretta messa in servizio, gestione e manutenzione dell’impianto.
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Obbligo trattamento acqua calda sanitaria: quando è necessario?
L’obbligo di trattamento dell’acqua calda sanitaria è disciplinato oggi dal Decreto Ministeriale 28 ottobre 2025 (Nuovo Decreto Requisiti Minimi), pubblicato in Gazzetta Ufficiale a fine 2025 ed entrato ufficialmente in vigore il 3 giugno 2026.
Questo D.M, entrato in vigore il 3 giugno 2026, è un aggiornamento del D.M. 26 giugno 2015. La revisione è stata pensata per correggere i difetti e i dubbi interpretativi accumulati in dieci anni di applicazione delle vecchie regole.
Dunque, a partire dal 3 giugno 2026, gli interventi rientranti nel campo di applicazione del decreto, devono seguire obbligatoriamente le regole sancite da questo decreto e dal riferimento tecnico UNI.
In particolare, per l’obbligo di trattamento dell’acqua calda sanitaria:
- La rete di distribuzione dell’ACS deve essere strutturalmente separata dagli impianti termici, per impedire che l’acqua tecnica del circuito di riscaldamento (trattata con additivi chimici) entri in contatto con l’acqua destinata al consumo umano.
- Il Condizionamento Chimico (polifosfati) dell’ACS è ammesso solo se mantiene la qualità chimica e microbiologica dell’acqua nei punti d’uso e se rispetta i requisiti del D.Lgs. 102/2025.
- L’Addolcimento e, dunque, l’installazione di un addolcitore è obbligatorio quando l’impianto ha una potenza termica superiore a 100 kW e la durezza dell’acqua di alimentazione supera i 15 °F (Gradi Francesi), oppure se la potenza è inferiore a 100 kW ma la durezza supera i 25 °F. Tuttavia, deve sempre garantire il rispetto dei requisiti di potabilità stabiliti nel D.Lgs. 102/2025.
- Tutti gli impianti che producono ACS devono essere dotati a monte di un filtro di sicurezza, necessario per bloccare sabbia, ruggine, scaglie e altre impurità solide che viaggiano nell’acquedotto.
E’ inoltre necessario che i trattamenti avvengano in conformità anche con le Linee Guida per la Prevenzione e il Controllo della Legionella e il D.Lgs. 102/2025.
Obbligo trattamento acqua calda sanitaria: cosa comporta l’inadempimento
Il mancato rispetto degli obblighi legati al trattamento dell’acqua calda sanitaria può comportare conseguenze importanti, perché l’ACS non è una semplice acqua tecnica di impianto: è acqua destinata al consumo umano e, come tale, deve mantenere precisi requisiti di qualità chimica e microbiologica fino ai punti d’uso.
L’inadempimento può verificarsi in due casi principali:
- mancato trattamento dell’ACS quando necessario: accade quando, in base alle caratteristiche dell’acqua, dell’impianto e alla valutazione tecnica prevista dalla normativa, non viene installato o previsto un trattamento idoneo;
- trattamento dell’ACS non conforme: accade quando viene installato un sistema di trattamento, come un dosatore chimico, un filtro o un addolcitore, ma questo non garantisce il mantenimento della qualità dell’acqua destinata al consumo umano.
In entrambi i casi, il problema non è solo tecnico. Un impianto ACS non correttamente trattato può favorire incrostazioni, depositi, corrosioni, perdita di efficienza, consumi maggiori e deterioramento dei componenti. Tuttavia, la conseguenza più rilevante riguarda la conformità dell’acqua erogata: se il trattamento è assente, errato o mal gestito, l’acqua calda sanitaria potrebbe non rispettare più i requisiti richiesti per l’acqua destinata al consumo umano.
Dal punto di vista normativo, questo può comportare:
- non conformità dell’impianto ACS rispetto alle prescrizioni applicabili;
- obbligo di adeguamento in caso di controlli o verifiche;
- contestazioni sulla corretta progettazione, installazione o manutenzione del sistema di trattamento;
- responsabilità del soggetto che gestisce l’impianto o la rete interna, soprattutto in edifici condominiali, strutture ricettive, strutture sanitarie, attività aperte al pubblico o imprese alimentari;
- possibili sanzioni amministrative se la non conformità riguarda la qualità dell’acqua destinata al consumo umano o la gestione della distribuzione idrica interna.
Per tutti questi motivi è fondamentale progettare un sistema di trattamento dell’acqua calda sanitaria conforme, di modo da garantire efficienza e qualità dell’acqua erogata. Contatta Grundfos Water Treatment per definire il sistema di trattamento dell’acqua calda sanitaria più adatto al tuo impianto e rispettare gli obblighi previsti dalla normativa vigente.